Una serata con Catena Fiorello e il suo libro “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”

Quando sono andata via da casa – la Sicilia. Quella sarà sempre casa per quanto tu possa essere felice altrove – mia nonna mi ha detto: “Il richiamo della terra sarà sempre più forte, vedrai”.
Mercoledì 10 la mia terra è “venuta a trovarmi” in Art Studio Café, facendomi sentire forte, fortissima la sua voce. E la voce della Sicilia, quella più vera, più intensa, più limpida come il nostro mare, è stata Catena Fiorello, accolta da una emozionatissima Alessandra, che l’ha conosciuta – e conquistata (come ha detto Catena) – su Facebook.
Appassionata, solare e generosa, Catena ci ha raccontato – come ha fatto egregiamente e intensamente nel libro – della “sua” Sicilia, i posti dove è cresciuta, la sua casa, la sua famiglia. Una Sicilia vera, dove i primi valori, i più importanti, per una mamma e un papà di famiglia (numerosa) sono l’amore, l’affetto, l’attenzione vera verso i figli (a volte anche troppa) che ha permesso loro di sentirsi sempre guidati, coccolati, seguiti. Anche adesso che sono grandi, adesso che mamma Sarina li segue e li ama come quando erano piccoli e cucinava per loro le fantastiche ricette che Catena ci regala nel libro e che le chef Chiara e Silvia hanno interpretato per rendere ancora più speciale e “sicula” la serata.

Catena si è donata completamente a noi che eravamo lì ad ascoltarla e ad aspettare che firmasse le copie del libro, limpida come il mare di Scicli, esplosiva come l’Etna, accogliente come le calette della Riserva dello Zingaro.
Il bellissimo dialogo aperto fra lei e Nicoletta Fattorosi (che ha “letto” per noi il libro, rendendolo ancora più speciale) ci ha fatto entrare nella sua vita, al punto che in chiusura stavamo tutti mangiando il pescestocco alla messinese (confesso che mi è venuto un nodo in gola) insieme a sua mamma e a suo papà e ci siamo sentiti spezzare il cuore dall’epilogo di quel racconto che è uno dei più struggenti e sentiti del libro (e che non anticipiamo per lasciare che chi non c’era lo legga con i suoi tempi e il suo cuore).

Subito dopo, Catena è scesa dal palco e si è fermata a parlare con tutti, condividendo la sua voglia di raccontarsi, di condividere una vita così piena d’amore e idealmente abbracciandoci uno per uno. Fresca e rassicurante come un Inzolia appena stappato e dolce come una Malvasia, ha portato allegria e tenerezza in questo angolo di Roma, che per una sera ha profumato di zagare in fiore e fichi maturi.

Accanto a lei, per tutta la serata, c’è stata la sua mamma, Sarina Galeano, disponibile e affettuosa. In mezz’ora di chiacchierata con lei, persona straordinaria e dolcissima, ho avuto vicina questa figura che leggendo il libro ti viene voglia di abbracciare tutto il tempo e ho capito, pensando a quanto sia speciale Catena, che l’esempio dei genitori, più che le parole, (come ha detto anche lei) è fondamentale.

E ho sentito una forte nostalgia di casa, che un po’ passa quando ti perdi tra le pagine di “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

Qui le foto della bella serata.

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