mercoledì 4 marzo alle 20.00

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Prenotazione obbligatoria, 25 euro

Prenotazione obbligatoria, 25 euro con cena.

Passeggiando per Roma ce ne sono talmente tanti che quasi non ci facciamo più caso. Qualcuno non sa nemmeno cosa siano esattamente e a cosa potessero servire. Sono quegli archi che si susseguono per metri e metri e poi si interrompono per ricominciare.

Immaginiamo con Nicoletta Fattorosi Barnaba, le sue immagini e i suoi racconti, una città piena di queste strutture, che costituivano, fin dal 312 a.C., la rete dell’acquedotto romano. Costruiti con un principio che risulta ancora oggi modernissimo rispetto ai tempi, portavano l’acqua dalle numerose sorgenti fino alle ville, le domus e le abitazioni (poche) private. Alimentavano le fontane, le terme, le piscine, le aree utilizzate per gli spettacoli.

La storia degli acquedotti ha un triste arresto quando nel 537 gli Ostrogoti iniziarono a tagliare gli acquedotti per togliere acqua alla città e il generale Belisario rispose chiudendoli per impedire l’ingresso in città. Da allora si ricominciò a prendere l’acqua alla fonte e nel fiume e degli undici acquedotti antichi con tutte le loro diramazioni rimangono solo i resti e le parti finali, i castelli con le vasche da cui partiva l’acqua per la distribuzione urbana, uno dei quali è ancora intatto a piazza Vittorio, i Trofei di Mario.

Non mancate, vedrete una Roma diversa con noi e Nicoletta!

Per informazioni
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